(FONTE: Archivio General de Simancas, Secretaria de Estado, legajo 3344 -

 Trascrizione della parte sostanziale. Inedito)

 

... Il giorno dopo [21 giugno] arrivai a Castano con le truppe d'avanguardia, cioè il Terzo degli Spagnoli di Napoli, il reggimento del principe Borso di Modena e i dragoni e quella stessa sera, dato che avevo affrettato la marcia, raggiunsi la cavalleria, anch'essa appena arrivata da Napoli, e il reggimento...?, arrivato da Genova, come quello che Gherardo Gambacorta teneva con sè nei pressi di Tortona con il grosso dell'esercito che egli era stato affidato; però la sua fanteria non potè fare altrettanto essendoci stata battaglia quel giorno e sistemando le cose nel miglior modo possibile, e avendo riconosciuto la zona di Tornavento (la cui posizione si presta ad ogni genere di fortificazione) e che i nemici non ne avevano nessuna, tornammo indietro al villaggio di Castano perchè la gente sperasse che non eravamo in grado di combattere.E mentre stavamo aspettando, si ebbe notizia che i nemici erano arrivati con le loro truppe da occupare la zona di Tornavento, sembrando loro che il nostro esercito non ponesse il suo quartiere in quel luogo..

Ed essendo possibile che il nostro fosse arrivato con tutto il grosso e che potesse seguirci, ebbe [o ebbi] qualche dubbio se rimanere nella brughiera con le truppe.Considerando però altri inconvenienti di maggior peso, si decise di non cambiar parere, di modo che le soldatesche che erano arrivate si ordinarono in squadroni e passarono quella sera la maggior parte della notte sperando nella fanteria di Gherardo, che aveva cominciato ad arrivare da mezzanotte in poi con fretta e angoscia tale da aver bisogno di alcune ore di riposo.

Dei seimila fanti di cui si aveva conoscenza, quelli che arrivarono non furono però che quattromila.Quella sera i nostri furono dell'avviso che Mons. di Crèquì stava facendo  costruire un ponte sul Ticino con gran celerità e che il Duca di Savoia si era diretto verso Oleggio per soccorrerlo; per cui siamo giunti a riconoscere la zona di Tornavento in cui erano stati i Francesi, e nello stesso tempo si considerò che presso lo schieramento dell'esercito di Vostra Maestà non c'era nessun corso d'acqua e che unite le forze dei due eserciti [i Francesi], dovevano essere di molto superiori alle nostre.

Culatta e congegno di sparo di Archibugio - Proiettili di Archibugio e Moschetto - Pezzi vari di armi da sparo

Con la speranza basata sull'efficienza delle nostre truppe, fu deciso di attaccare e fu stabilita la formazione di nove squadroni di fanteria, cinque d'avanguardia e quattro d'assalto, lasciando da parte i dragoni e la maggior parte della cavalleria di retroguardia e per i fianchi dell'esercito (come più chiaramente capirà Vostra Maestà dalla acclusa relazione), marciando in questo ordine si presentò la battaglia al nemico, il quale aveva alcuni squadroni schierati fuori delle fortificazioni, ed aveva provveduto a diversi appostamenti di gente scelta.

Fregio, Cerniere e Fibbie  -  Punta in ferro dell'asta di Stendardo

Con l'assalto dell'ala destra dell'esercito, sgominò in breve tutti coloro che il nemico teneva fuori dalle fortificazioni, con gran calore dei nostri, ed affrettandosi senza indugio occuparono alcuni loro posti. E così alimentò il combattimento di posto in posto senza che il nemico potesse ricuperare i soldati caduti e senza lasciargli tregua durante le quattordici ore che durò la lotta.... I morti e i feriti di questa parte [la parte spagnola] son quelli dei quali si riferisce nella relazione acclusa a questa lettera e la perdita di Gherardo Gambacorta è stata molto considerevole perchè nel mondo vi sono pochi uomini del suo valore e della sua esperienza, e posso assicurare Vostra Maestà che quest'uomo, col quale combattè tutto l'esercito, fu così grande che riteneva per certa la completa vittoria se il nemico non si fosse tenuto rinchiuso nelle sue fortificazioni.In questa occasione si è visto per indiscutibile esperienza, contro l'opinione degli Italiani, che il valore delle armi di Vostra Maestà ha oggi la stessa potenza dei tempi passati.

Inoltre, secondo la confessione del colonnello Mons. de la Tour, fatto prigioniero, l'esercito nemico era composto da sedicimila uomini... ed aveva iniziato l'assalto con tanto imbarazzo che non ci si potrà mai dimenticare di questa azione, ne della presente risoluzione con la quale i nemici agirono senza lasciarci vedere allo scoperto cin nessun elemento della loro cavalleria e senza aver toccato un'arma all'esercito così esiguo come quello di Vostra Maestà, e quantunque non si sia potuto conseguire il successo col rompere le file del nemico, non si potrà per altro negare che i nostri abbiano accettato battaglia, ... quantunque i nemici si fossero rinchiusi nelle loro fortificazioni, la cui espugnazione equivaleva ad una seconda vittoria.Costituiva il maggior ostacolo la conformazione del terreno, che non permise di condurre l'assalto come in principio... [si accenna qui alla gran sete che i soldati patirono per mancanza d'acqua e alla necessità di foraggio per i cavalli, ma ciononostante] poterono salvarsi ritirandosi senza perdere un solo uomo, così come fecero il giorno 22 durante la notte e il mattino del giorno seguente. E la soddisfazione di questo Stato per aver cercato [cioè agganciato, tenuto a tiro d'archibugio] il nemico viene considerato tanto grande che spero debbano essere molte le conseguenze per tutto quello che riguarda il servizio di Vostra Maestà...

Dio custodisca Vostra Maestà per molti anni, come la Cristianità ha bisogno.

 

Da Villagrassa [Abbiategrasso] il 25 giugno 1636

 

El M (arqu) es de Leganes

 

(Traduzione e libera trascrizione a cura della Sig.na F. Mantori).